di Ghita Beltrami

 

Scopro oggi parlando con Milena che il padre Mario è venuto a Limone e costruito l’Hotel Riviera nel 1959 subito dopo essere tornato dalla Svizzera. Il padre veniva da una famiglia molto povera del paese vicino di Campione che racchiude una storia interessantissima. Mi ricorda Milena che oggi è il 12 agosto e a Campione c’è la festa del Patrono Sant’Ercolano. Decido di andarci, è in fondo il  paese più vicino a Limone solo 6 km. Arrivo in soli 15 minuti e trovo un bar proprio sul lago. Un vento straordinario e una miriade di Kite surf. Nel Bar trovo proprio un libro che mi racconta una breve storia del paese. Fa un po’ impressione arrivati lì: la roccia che sembra cadere sulla piccola penisola formatasi intorno sulla foce di un fiume, l’acqua del torrente sbuca dalla roccia come una cascata. Su quella roccia visse Ercolano, nel VI° secolo in meditazione e preghiera in una grotta inaccessibile, a picco sul lago. Da questo piccolo paese Ercolano diviene il primo vescovo di Brescia, che tutt’ora Campione festeggia come il Santo patrono della parrocchia, ogni 12 agosto. Scopro che a Campione avrebbe passato alcuni dei suoi giorni anche la regina Adelaide (vissuta tra il 931e il 999, è stata reggente del Sacro Romano Impero e del Regno di Francia ed è venerata come santa della Chiesa cattolica). Le case del paese un po’ deserte in parte diroccate in parte in costruzione conferiscono al paese un certo fascino, pare che un tempo, grazie all’abbondante flusso di acqua del fiume Tignalga, a Campione vi erano una cartiera, molini e fucine. Con il dominio della repubblica di Venezia, gli Archetti, la più ricca famiglia di mercanti dell’Italia Settentrionale, padroni di ferriere nel Bresciano e nel Trentino, realizzarono proprio qui fucine per la lavorazione del ferro. Ospiti dei marchesi Archetti vennero a Campione Francesco Ferdinando, figlio di Maria Teresa d’Austria, nel 1777 in crociera sul Garda, e nel 1780 il doge Paolo Renier. Dopo un’alluvione che distrusse il paese, a fine Ottocento Campione risorse a nuova vita. La ditta Feltrinelli di Gargnano, poco dopo il 1890, acquistò l’intero promontorio e nel, 1896, vi costruì il cotonificio. Si constatò che l’acqua del Tignalga era una forza da imbrigliare e da utilizzare. L’opera di ingegneria idraulica fu soprattutto del veneziano Vittorio Olcese, protagonista nel realizzare l’intero paese. Dopo la chiusura dello stabilimento di proprietà Olcese, avvenuta nel 1981 a causa della crisi economica degli anni Settanta, nel 2002 Coopsette, diviene proprietaria dell’area dando nuova vita all’intero borgo valorizzandone l’aspetto turistico ma l’opera ha avuto dei rallentamenti e sembra non ancora ultimata.

Il paese è un po’ un caos oggi, con la festa del patrono, ma sollevando la testa e guardando questa roccia mi è venuta voglia di fare una passeggiata oltre il ponticello e scoprire il sentiero che porta alla cascata. Milena all’albergo Riviera dei Rodella me ne ha parlato come se fosse un posto veramente speciale che non tutti conoscono.

 

PASSEGGIATA  ALLA DIGA DI CAMPIONE DALLA CASCATA  RITORNANDO A CAMPIONE DA PIEVE, dalla piazza di Campione sul lato del fiume si trova proprio un ponticello di legno, subito dopo sulla destra parte un sentiero dopo una serie di gradini di cemento che veniva molto usato in antichità dalle frazioni limitrofe per raggiungere la fabbrica. Si attraversa l’oliveto i ponticelli e qui già si vede la forra, una profonda fenditura nella roccia che salendo fa sempre più impressione. Arrivati in cima alla ripida salita, bisogna percorrere 30 metri di tunnel illuminati, per arrivare alla diga e poter salire verso Pregasio raggiungendo una passerella che ci permette di attraversare l’orrido per raggiungere il versante di Tremosine sul sentiero N. 267 . Il percorso all’interno della forra è ripido e faticoso e probabilmente all’epoca veniva utilizzato con ben altro spirito; percorrerlo adesso, liberi da imposizioni, regala un’emozione diversa, che è vivamente consigliata a chi ama praticare l’escursionismo. Il torrente del fiume San Michele scorre fra le fenditure della roccia creando dei laghetti e delle cascate. Su questo fiume si pratica lo sport del CANYONING. La macchia di lecci, che contorna il sentiero nei lati più impervi, lascia più in alto il posto agli uliveti ed orti distesi sui terrazzamenti che anticipano il piccolo centro di Pregasio, che si raggiunge nei pressi della chiesetta. Prima di arrivare al paese all’altezza degli olivi parte sulla destra il sentiero N. 202 che passando dal paese di Arias conduce a Pieve.  A Pieve la bellissima chiesa, di San Giovanni con il suo sagrato che offre una spettacolare vista del lago. Non potevo non fermarmi nel centro storico di questa frazione e con un cappuccino e un po’ d’acqua assaporare un po’ di storia godendomi la vista sul lago prendendo nota di questa intensa giornata.  Nel Bar trovo un interessante libro appena pubblicato dal Comune di Tremosine su  La strada a picco sul lago prendo nota potrebbe suggerirmi  un’altra avventura gardesana.

Ma ora è forse è meglio tornare, ma come? Per fortuna ho con me la cartina e scopro proprio vicino al mio bar un sentiero geniale per ritornare a Campione senza rifare lo stesso percorso. Si scende infatti sotto l’Hotel Bellavista, proprio a fianco parte il sentiero N.203,  ripido ma ben tenuto che una volta raggiunta la vecchia strada per Tremosine bisogna abbandonare, per raggiungere Campione. Mi sono azzardata a percorrere questi vecchi tratti di strada abbandonati che proseguono in alcuni punti nella parte più nuova ma poi continuano sui tratti dismessi che troverete piena di sassi, che rendono il percorso molto affascinante, è come fare un tuffo in un passato che non c’è più,  seguendo la strada si arriva direttamente a Campione. Sono distrutta, ho appena il tempo per tornare a Limone all’Hotel Riviera, un bagno in piscina e finalmente la cena.

 

 

Campione sul Garda e la sua storia, passeggiata per Tremosine

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